Persepoli

Parsa, nome persiano della città reso dai greci Persepolis, venne fondata dal re Dario I detto il Grande nel 518 a.C.; di lì a poco a Roma, secondo la tradizione, sarebbe nata la Res Publica.

Persepoli

Di difficile accesso rispetto alle altre grandi città imperiali (Babilonia, Susa, Ecbatana e Pasargade), fu scelta come città dinastica nella quale celebrare i sovrani tramite colossali edifici disposti secondo un preciso piano urbanistico e caratterizzati da un’accurata planimetria. Lungo i loro muri sono incisi bassorilievi nei quali sfilano i sovrani stessi e teorie di personaggi provenienti da tutto l’impero, ideologicamente giunti in città per la celebrazione di importanti festività religiose e per rendere omaggio ai regnanti fino alla Fine del Tempo. Anche le spoglie mortali dei monarchi hanno trovato qui la loro ultima dimora, custodite in tombe in parte scavate nella montagna che si erge alle spalle della città, il Kūh-i Raḥmat.

Alessandro Magno. Particolare del mosaico raffigurante la Battaglia di Isso (Museo Archeologico di Napoli)

Nel frattempo Alessandro il Grande conquistava rapidamente le terre che separavano la Grecia dall’Impero Achemenide. Dopo aver vinto la Battaglia di Gaugamela nel 331 a.C. nei pressi dell’odierna Mosul (Iraq) contro Re Dario III, percorse a ritroso la Via Reale fatta costruire da Dario I che collegava la città di Sardi (Turchia) al cuore dell’impero persiano, la stessa che percorreremo lungo il nostro viaggio. Il comandante macedone inseguiva un re, ma trovò un tesoro: Persepoli. Giunto nei pressi della città diede ordine ai suoi uomini di depredarla, infliggendole un primo duro colpo. Pressoché nello stesso periodo un incendio distrusse parte della città che, nonostante una lenta ma inarrestabile decadenza, continuò ad essere la capitale della Perside, ormai provincia benché piuttosto autonoma del regno macedone ellenistico.

Sotto la guida della dinastia dei Sasanidi (226 a.C. – 600 d.C.) la città riprese vigore insieme al rinnovato regno. Con forza si oppose dapprima a Roma ed a Bisanzio poi, finché con la conquista araba non perse di nuovo importanza a favore della nuova fondazione Shiraz, a circa 110km a sud.

Scavi di Persepoli, 1931

(Oriental Institute of Chicago)

Persepoli – Patrimonio dell’Umanità

Le rovine dell’antica città achemenide sono state designate come Patrimonio dell’Umanità già nel 1979. Le motivazioni che spinsero gli esperti a porre il sito sotto la protezione UNESCO risiedono nella monumentalità degli edifici, in buona parte conservati, e nella loro grandiosità sia dal punto di vista progettuale che ideologico. Una commistione ottimamente riuscita di conoscenze e tecniche ingegneristiche locali e di modelli ideologici d’ispirazione mesopotamica, hanno fatto sì che gli antichi persiani traducessero in pietra e legno una complessa ideologia regale che è riuscita a sopravvivere nei millenni e giungere fino a noi. Con le sue rovine si erge a testimone di un glorioso e lontanissimo passato di popoli e culture dell’intero Medio Oriente, simbolo di un mondo che ha saputo mescolarsi con quello del quale, noi europei, ci sentiamo i diretti discendenti.

I confini di quell’impero di cui Persepoli è stata il centro giungevano a lambire l’Occidente e per questo l’antica Parsa è parte di una Storia che non è solo quella strettamente locale, ma è anche la Nostra. In questo senso, per noi, essa è Patrimonio dell’Umanità.