Progetto

Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis

(CiceroneDe Oratore)

PERSEPOLI

Quando Alessandro Magno arrivò davanti le mura di Persepoli nel 330 a.C. nessun greco prima di allora aveva ammirato tanta bellezza. Le descrizioni fatte da Erodoto poco potevano difronte la magnificenza degli immensi giardini pensili.  Persepoli era a quel tempo il centro abitato più grande ed imponente al mondo. La Porta delle Nazioni, fatta erigere da Serse, si stagliava maestosa con le sue 72 solenni colonne. Non ci fu bisogno di combattere per conquistare la città; già un anno prima il Re Dario era stato sconfitto nella battaglia di Gaugamela e il suo esercito aveva smesso di opporsi alla falange macedone. Quella che per secoli era stata l’orgoglio degli imperatori persiani cadeva nelle mani di un giovane condottiero di appena ventiquattro anni.  Persepoli rappresentava il centro del mondo allora conosciuto, esteso dall’Europa fino alla Valle dell’Indo. Tutt’oggi l’antica Persia (attuale Iran) custodisce il maggior numero di siti UNESCO del Medio Oriente[1]. L’intera regione conta quasi 100 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità nel 2019, tra cui la famosa Palmira “la sposa del deserto”, ed altri se ne aggiungeranno nei prossimi anni. Tuttavia molti di questi siti, soprattutto nell’area Turco-Sirio-Irachena, sono andati distrutti o sono in pericolo a causa di continui scontri e guerre tra diverse fazioni. Peggio ancora, negli ultimi anni alcuni di loro sono stati sistematicamente saccheggiati dall’ISIS che ha poi rivenduto quanto trafugato tramite il mercato illegale dei reperti. Tutto questo ha un prezzo in termini economici e culturali. Le polizie dei diversi paesi sono impegnate ad impedire il traffico illegale di reperti attraverso metodi di ricerca costosi. Tuttavia, da un punto di vista culturale, il danno è inestimabile. La distruzione da parte dell’ISIS dei Lamassu (statue alate dal corpo di toro o leone) provenienti da Nimrud e collocate nel Museo dell’antica Niniveh (attuale Mossul) ha mostrato al mondo l’urgenza e l’importanza di salvaguardare questi tesori inestimabili. Il Mediterraneo, ed in particolare l’Italia, da sempre sono stati un crocevia di popoli e culture provenienti da queste regioni. Anche questo è un motivo per cui la distruzione del patrimonio archeologico e storico del Medio Oriente rappresenta per noi italiani una ferita profonda nei confronti di quei popoli con i quali, da secoli, abbiamo commerciato e scambiato cultura.

TEHERAN

Il lungo viaggio in Vespa verso la citta di Persepoli, nel cuore di quella che fu l’antica Persia, ha come scopo un messaggio.  Il nostro viaggio vuole essere latore di un rinnovato interesse, protezione e conservazione dei siti archeologici di quelle regioni ed una rinnovata amicizia tra l’Italia ed il Medio Oriente. Proteggere questi monumenti significa aver cura di noi stessi, di ciò che siamo stati, del nostro passato, della nostra memoria e quindi, della nostra più profonda civiltà.            

Scopo del Viaggio

Lo scopo del viaggio è quello di percorrere in Vespa i quasi 5,200 Km che separano Livorno da Persepoli, portando un messaggio che possa favorire un rinnovato interesse verso la conservazione e la protezione dei siti archeologici, custodi della nostra memoria e del nostro passato. Come archeologi e italiani (paese che possiede la maggioranza di siti Patrimonio dell’Umanità) ci sentiamo spinti ad intraprendere questo lungo viaggio che attraversa gli stati balcanici, la Grecia, la Turchia ed infine la Persia per amore del nostro patrimonio archeologico che non appartiene ai singoli Stati entro cui fisicamente si trova, ma rappresenta la nostra memoria viva e tangibile in quanto Esseri Umani.


Il tempio di Baal-Shamin a Palmira (Siria), prima e dopo la sua distruzione da parte dell’ISIS.
( Photos by Bernard Gagnon, BBC News)

Per fare ciò visiteremo i maggiori siti archeologici disposti lungo il percorso, ci serviremo di questo sito-blog per scrivere articoli e post e caricare foto e filmati: diffonderemo così il nostro messaggio. Inoltre, saranno coinvolti giornali e radio locali lungo il tragitto attraverso articoli e interviste. Coinvolgeremo altresì le scuole, ove e quando possibile, nelle città principali presso cui ci fermeremo, tramite l’organizzazione di piccole lezioni che sottolineino l’importanza e la tutela del patrimonio archeologico.

Siamo convinti che la valorizzazione del nostro passato possa avvenire soprattutto attraverso un coinvolgimento presente delle future generazioni.           

Perché Livorno?…Perché Persepoli?…Perché in Vespa?

Iran,1997 (© Abbas) 

La città di Livorno, come molte città del Mediterraneo, è da sempre stata crocevia di popoli e culture. Per secoli mercanti Inglesi, Olandesi, Turchi ed Ebrei hanno fatto ingresso nel suo porto portando con sé mercanzie e conoscenze. Questa città rappresenta per noi un luogo di tolleranza e di mescolanza, ma allo stesso tempo è custode di un passato da proteggere e da cui vorremmo far partire il nostro peregrinare. Quella fra Oriente ed Occidente è un’amicizia che perdura da millenni che gli eventi storici e politici dell’ultimo secolo hanno contribuito a far dimenticare. Livorno, come altre città, può fungere da legame che dai giorni nostri ci riconduce a quel passato più o meno lontano. Il nostro viaggio idealmente ripercorre a ritroso quegli itinerari, condotti per mare e per terra, che portarono le genti d’Oriente (dalla Grecia alla Turchia e dall’Armenia alla Persia) a vivere e ad integrarsi, costituendo delle comunità stabili (a Livorno chiamate “Nazioni”), in Italia e, più precisamente, in Toscana.

La partenza da questa piccola, grande città vuole costituire un ponte fra passato e presente e perché no, anche verso un futuro che speriamo porti con sé una rinnovata vicinanza fra i popoli.

Chiesa degli Armeni – Livorno

Persepoli, capitale dall’antico regno persiano, è stata per secoli il simbolo di un oriente lontano e misterioso. La città, immersa tutt’oggi nel deserto, non nasconde il suo antico splendore di quando governanti e satrapi provenienti dall’Anatolia o dalla Battriana rendevano omaggio ai Re persiani tra gli innumerevoli giardini pensili.

Il sito archeologico di Persepoli, come meta ultima del viaggio, rappresenta un simbolo da preservare e difendere; esso racchiude
simbolicamente al suo interno tutte le bellezze culturali del Medio Oriente.

La vespa è uno dei pochi mezzi che permette di viaggiare con “leggerezza”. Non consente di percorrere lunghissimi chilometri come le grosse moto o l’auto, ma permette di viaggiare con lentezza, assaporando odori, colori e paesaggi.  L’andatura calma ci permetterà di interagire con quelle persone a cui vorremmo portare un messaggio ed un esempio di futuro che possa guardare e preservare il passato.    


[1] In totale sono 23 i siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità in Iran.